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Research Market strategy
by Swissquote Analysts
Daily Market Brief

Comprate azioni!

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Comprate azioni!

By Peter Rosenstreich

Quando le banche centrali allentano le condizioni monetarie, è il momento di diventare rialzisti e fare incetta di azioni. Negli ultimi 10 anni e più, il denaro a buon mercato è stato il principale fattore del rigonfiamento dei prezzi degli asset. Se nel 2019 ci sarà una crescita economica più lenta – ma denaro facile – i prezzi delle azioni saliranno.

Intanto le banche centrali continuano a segnalare i rischi per la crescita. La Banca d’Inghilterra ha detto che le attuali previsioni finanziarie erano troppo ottimiste, e ha aggiunto che l’incertezza legata alla Brexit pesa sull’economia. La BoE ha rivisto al ribasso le previsioni sul PIL del 2019, ora all’1,2%, a fronte dell’1,7% previsto a novembre. Ciò anche dopo i rischi “sostanziali” segnalati dalla Commissione Europea, che ha abbassato le sue stime di crescita all’1,3% per il 2019, dall’1,9% precedente. Ciò significa che nel 2019 non ci sarà un rialzo del tasso. Sulle azioni USA sono piovute le vendite sulla scia delle notizie sulla debolezza economica in Europa e sulle voci di un rinvio della risoluzione commerciale fra gli USA e la Cina. Ora le aspettative di una recessione negli USA sono salite al 20%.

L’India taglia i tassi

By Vincent Mivelaz

A tre mesi dalle elezioni politiche, il nuovo governatore della banca centrale indiana (Reserve Bank of India, RBI) Das ha sorpreso il mercato, tagliando il tasso dello 0,25%, fissandolo al 6,25%. Non era prevista una variazione. L’inflazione primaria è in rallentamento da giugno 2018, si attesta su livelli inferiori alla fascia obiettivo del 2-6% fissata dalla RBI e mostra segnali di debolezza. Le cifre ufficiali, però, sono discutibili: l’inflazione reale è pari al 5,70%, nella parte alta della fascia obiettivo.

Il taglio arriva al momento giusto per il partito al potere in India, Bharatiya Janata, che intende spingere l’economia fornendo prestiti più aggressivi per sostenere le aree rurali ed espandere i tagli delle tasse per le famiglie della classe media a scapito di un maggiore ricorso al debito e di un deficit fiscale più ampio in previsione di oneri di finanziamento più bassi. Gli investitori hanno reagito positivamente, con un rally dei titoli di Stato. La tendenza di lungo termine potrebbe andare nella direzione contraria, se il deficit delle entrate supererà gli obiettivi di bilancio, soprattutto per le scadenze dei titoli più lunghe. L’INR tiene e si appresta a chiudere la settimana in territorio positivo contro il biglietto verde (settimana in corso: -0,31%; anno corrente: 1,81%). Ci aspettiamo che l’USD/INR, che attualmente scambia a 71,06, si diriga verso 71,80 nel breve termine.

 
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