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Research Market strategy
by Swissquote Analysts
Daily Market Brief

Guerra commerciale, AUD di nuovo sotto pressione

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Escalation della guerra commerciale

By Peter Rosenstreich

L’inasprimento delle tensioni fra gli USA e la Cina rimane il fattore predominante sui mercati finanziari. Nella notte c’è stato un calo dell’avversione al rischio, dopo che il dipartimento del Commercio USA ha annunciato che fornirà licenze temporanee a Huawei per le esportazioni verso gli USA. Ciò ha ridotto l’impatto negativo dell’inserimento nella “lista nera” di Huawei annunciato la scorsa settimana. La tregua segue di poche ore l’annuncio di Google, che intende bloccare l’accesso a siti popolari sul sistema operativo Android. La recente mossa degli USA indica chiaramente che le tensioni hanno oltrepassato una “guerra commerciale” ed è sintomo di uno sviluppo molto negativo. A giudicare dalla relativa stabilità delle borse, i mercati continuano a scontare un esito positivo. Oggi l’azionario asiatico è stato scattante e Shanghai ha guadagnato l’1,23%. Tuttavia, le recenti mosse aggressive degli USA e della Cina per ampliare i dazi sulle esportazioni hanno spostato in avanti le scadenze temporali per un accordo commerciale. A nostro avviso, ciò aumenta le probabilità di maggiore stress e possibilità di fallimento.

L’improvvisa escalation ed espansione della disputa commerciale fra USA e Cina hanno preso di sprovvista il mercato. A inizio maggio, la volatilità dell’azionario ha compiuto un balzo e l’S&P 500 ha ceduto il 4%. Le notizie in arrivo da Washington e Pechino avevano lasciato intravedere un accordo imminente. Il dietrofront della Cina su dettagli già concordati è stato un duro colpo. L’aumento dei dazi da entrambe le parti ammonta, in teoria, a $300 miliardi.

AUD perseguitato da demoni del passato

By Vincent Mivelaz

Il sollievo dell’AUD dopo la rielezione inaspettata della coalizione conservatrice del primo ministro Scott Morrison per altri quattro anni è durato poco, perché gli investitori sono sempre più convinti che, alla riunione del 4 giugno 2019, la banca centrale australiana (Reserve Bank of Australia, RBA) taglierà il suo tasso di riferimento di 0,25 punti percentuali. I verbali della riunione di politica monetaria della RBA di maggio confermano le preoccupazioni per la crescita, il mercato del lavoro e il rallentamento dei consumi delle famiglie. Sono da mettere in conto ulteriori pressioni sull’aussie.

Non sono notizie positive né per la RBA, né per il nuovo governo; il ministro delle finanze australiano Josh Frydenberg ha confermato che sta per scadere il tempo per attuare la promessa elettorale della coalizione Nazione Liberale di riforma della legge fiscale, che dovrebbe fornire sgravi a 10 milioni di famiglie a basso e medio reddito per gli esercizi finanziari 2019 e 2020. Anche se troverà davvero applicazione nel 2019 e 2020, ciò non cambia molto le cose per la RBA, poiché molto probabilmente la banca ridurrà il tuo tasso di riferimento, già ai minimi storici, all’1,25%. Inoltre, nel caso in cui il rimborso fiscale non fosse applicabile nell’anno in corso, dovrebbero aumentare le critiche contro il governo di maggioranza.

Al momento l’AUD/USD scambia a 0,6873, minimo da 16 anni (-2,50% nell’anno corrente) e nel breve termine si avvicina a 0,6865.

 
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