DISCLAIMER

Our systems have detected that you are using a computer with an IP address located in the USA.
If you are currently not located in the USA, please click “Continue” in order to access our Website.

Local restrictions - provision of cross-border services

Swissquote Bank Ltd (“Swissquote”) is a bank licensed in Switzerland under the supervision of the Swiss Financial Market Supervisory Authority (FINMA). Swissquote is not authorized as a bank or broker by any US authority (such as the CFTC or SEC) neither is it authorized to disseminate offering and solicitation materials for offshore sales of securities and investment services, to make financial promotion or conduct investment or banking activity in the USA whatsoever.

This website may however contain information about services and products that may be considered by US authorities as an invitation or inducement to engage in investment activity having an effect in the USA.

By clicking “Continue”, you confirm that you have read and understood this legal information and that you access the website on your own initiative and without any solicitation from Swissquote.

Research Market strategy
by Swissquote Analysts
Daily Market Brief

Tensioni commerciali e Fed, flessione della TRY non calcolata

1

Tensioni commerciali e politica della Fed

By Peter Rosenstreich

Abbiamo ancora le vertigini al pensiero che Powell abbia ammesso che l’incertezza intorno alle relazioni commerciali sta definendo la politica. Per mesi la Fed ha redatto comunicati evitando di prendere posizione ed essere coinvolta nel clamore innescato dalle dispute commerciali. I tre tagli consecutivi da 25 punti base sono stati pertanto descritti come una polizza assicurativa contro le tensioni commerciali. Tuttavia, il riferimento di Powell alla “fase uno” dell’accordo commerciale come sostegno per la pausa denota l’influenza dei media sulla politica monetaria statunitense. C’è una “possibilità pari allo zero”, questa l’indicazione del presidente USA Trump alla Fed sulla strategia per la politica commerciale. La Fed ha precisato che non reagisce alla retorica, ma sta succedendo esattamente questo. Quindi, in linea di massima, Powell ottiene le sue informazioni come tutti noi. Questo è preoccupante, perché passare dal basarsi sui fatti o su informazioni chiare al tirare a indovinare quali saranno le prossime mosse di USA e Cina fa aumentare la probabilità di un errore di politica monetaria.

I dati sui consumatori USA rimangono solidi. La contrazione degli investimenti aziendali non ha danneggiato la spesa delle famiglie, né le prospettive generali positive. Nonostante la debolezza del manifatturiero, gli USA non sembrano in difficoltà. In termini più generali, rimaniamo ottimisti sul fatto che le tensioni fra USA e Cina non faranno deragliare l’economia globale. I commerci sono noti per la loro capacità di superare le barriere. Più si trascineranno le tensioni, maggiore sarà il numero di aziende che troverà il modo di eluderle. In molti casi, le esportazioni verso gli USA dai paesi del Sud-Est Asiatico sono salite a valori a doppia cifra. I mercati si aspettano ancora che la Fed allenti la politica per evitare una recessione degli USA nel 2020; questo sta sostenendo l’USD.

Secondo noi, il presidente Trump userà gli scambi fra USA e Cina come strumento politico. Dobbiamo quindi fare delle previsioni tenendo conto della cornice politica. Mantenendo elevate le tensioni, Trump sta ottenendo i tagli del tasso che desidera e un forte supporto dalla sua base (e più risorse). Con l’avvicinarsi delle elezioni del novembre 2020, Trump avrà una leva potente per ispirare gli elettori e far ripartire l’economia. Non ci aspettiamo svolte significative nel breve termine.

Non ancora calcolata la flessione della TRY

By Vincent Mivelaz

Il recente sviluppo della lira turca, che scambia sui minimi da quattro settimane, è piuttosto sorprendente, se si considera il taglio del tasso deciso dalla banca centrale di Turchia a ottobre, in seguito alla rimozione dei dazi USA. Tuttavia, nonostante il marcato declino dei dati sull’inflazione verso valori a una cifra per effetto della base elevata di confronto, un ritorno a valori a due cifre è plausibile, nel caso di tagli più marcati del tasso il 12 dicembre 2019.

La decisione delle autorità statunitensi di rimuovere le sanzioni sulla Turchia, dopo che le autorità russe e turche hanno trovato un accordo su una zona di sicurezza nella Siria nord-orientali, alla fine hanno convinto la banca centrale di Turchia (BCT) a tagliare il suo tasso sui pronti a una settimana di altri 250 punti base (-10% nell’anno corrente), portandolo al 14%, richiamandosi a un miglioramento delle prospettive d’inflazione. Le operazioni swap sulla borsa di Istanbul, utilizzate come strumento di politica dalla BCT e che consistono nel fornire lire in cambio di dollari per un valore stimato in miliardi, confermano lo spazio di manovra limitato dell’istituzione e sollevano interrogativi sulla disponibilità di riserve in valuta straniera per sostenere la valuta. Inoltre, anche se gli indici riferiti all’inflazione primaria e di fondo, scesi rispettivamente all’8,55% (precedente: 9,26%) e al 6,67% (precedente: 7,54%) a ottobre, tendono a sostenere l’idea che l’obiettivo del 5% sia raggiungibile, noi ci aspettiamo un ritorno a valori a doppia cifra, per effetto dell’inversione degli effetti di base rispetto a novembre e dicembre dell’anno scorso. Ciò finirebbe per limitare la retorica della BCT sulla forward guidance, in caso di ulteriori tagli aggressivi del tasso. Ecco perché ci aspettiamo che l’impostazione da colomba della BCT continui a pesare sulla lira turca e nel frattempo in Siria il conflitto si sta attenuando. In prospettiva, manteniamo un giudizio ribassista sulla TRY.

 
Live chat