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Daily Market Brief

Dopo il calo peggiore da 5 mesi, ripresa all’orizzonte per l’azionario

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Dopo il calo peggiore da 5 mesi, ripresa all’orizzonte per l’azionario

By Strategy Desk

Lunedì i mercati azionari USA sono rimasti chiusi, ma i future sugli indici di riferimento, tranne quelli sul Nasdaq, segnalano tentativi di ripresa. La scorsa settimana le borse americane hanno registrato la flessione peggiore da cinque mesi, cancellando i rialzi accumulati nelle cinque settimane precedenti. Gli indici hanno toccato i minimi venerdì scorso e da allora i future hanno compiuto un lieve rimbalzo.

Mentre scriviamo, i future sul Dow Jones e sull’S&P 500 sono in rialzo rispettivamente dello 0,76% e dello 0,44%. I future sul Nasdaq sono invece ancora negativi, in calo dello 0,33%.

Anche se non ci sono fondamentali precisi in grado di spiegare il crollo della scorsa settimana, gli investitori ritengono che la correzione sia stata provocata dal timore che il rally del comparto tecnologico abbia fatto schizzare le valutazioni a livelli d’ipercomprato insostenibili.

Martedì le borse asiatiche sono per le più positive: l’azionario si sta riprendendo dalle vendite della scorsa settimana.

In Cina, il Composite di Shanghai al momento guadagna lo 0,21% e sta recuperando le perdite iniziali. Il Component di Shenzhen cede l’1,08% perché più orientato sui titoli tecnologici, che ancora non danno segni di ripresa.

Le tensioni fra gli USA e la Cina si sono acuite dopo che il presidente USA Donald Trump ha minacciato di mettere un freno ai rapporti economici con la Cina. Trump si è impegnato a riportare in patria posti di lavoro dalla Cina e ha detto che gli USA stanno perdendo miliardi di dollari. Se gli USA non facessero affari con la Cina, non perderebbero quei miliardi, ha concluso il presidente, ripetendo di nuovo la parola “sganciarsi”.

I commenti di Trump seguono le dichiarazioni fatte a giugno dal Segretario al Tesoro Steven Mnuchin, che aveva detto che le due economie saranno costrette a sganciarsi se la Cina non permettesse alle società americane di concorrere in modo equo.

Oltre al vecchio conflitto con gli USA, anche le relazioni fra Cina e India hanno subito un deterioramento per la controversia sui confini fra i due paesi.

L’indice Hang Seng di Hong Kong è in rialzo dello 0,14% dopo le perdite iniziali.

In Giappone, il Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,66%, anche se il paese ha confermato la peggiore contrazione dalla Seconda Guerra Mondiale. Nel secondo trimestre il PIL giapponese si è contratto del 28,1% a/a, poco meno del calo pari al 28,6% previsto dagli analisti. Ciò nonostante, la spesa delle famiglie e le partite correnti riferiti a luglio hanno deluso le attese. Il sentiment tiene perché gli investitori credono che Yoshihide Suga, del partito al governo, sostituirà il primo ministro in carica Shinzo Abe.

In Corea del Sud il Kospi segna un rialzo dello 0,75% e in Australia l’ASX 200 ha guadagnato lo 0,80% sull’onda delle speranze per un vaccino anti Covid-19, che potrebbe arrivare in Australia già nei primi mesi del 2021.

Altrove, i mercati europei prendono le distanze dal tonfo del comparto tecnologico USA; lunedì DAX, FTSE e CAC hanno guadagnato circa il 2%. E ora anche i future sono in marginale rialzo.

Sul mercato delle materie prime, i prezzi del petrolio continuano a scendere, segnando i minimi dall’inizio di luglio. I prezzi rispondono ai crescenti timori che il potenziale aumento dei casi di coronavirus possa danneggiare ulteriormente la domanda di greggio. E poi il Labor Day ha segnato la fine della stagione degli spostamenti estivi in auto negli USA.

Il WTI è precipitato dell’1,89%, a $39,02, più stabile il Brent, calato dello 0,17%, a $41,95.

Ieri i prezzi del greggio sono scesi ulteriormente, dopo che l’Arabia Saudita ha abbassato i prezzi delle forniture di ottobre per i mercati asiatici.

Intanto i future sull’oro si muovono lateralmente, anche se al momento il metallo guadagna lo 0,41% grazie al balzo di qualche minuto fa. Il bene rifugio potrebbe tentare di capovolgere il trend ribassista in atto da un po’, dopo che 22 stati USA hanno registrato un incremento dei nuovi casi di coronavirus.

Sul forex, martedì l’USD è stabile. L’EUR/USD era in calo ma ha recuperato le perdite e, dopo l’ultimo movimento, guadagna lo 0,06%. L’attenzione sarà puntata sulla riunione di giovedì della Banca Centrale Europea. Gran parte degli analisti non prevede una modifica della politica, ma la banca centrale potrebbe esprimere preoccupazione per l’euro forte e i commenti potrebbero esercitare pressioni sulla valuta del blocco, in rally da maggio.

La sterlina continua a indebolirsi contro le altre valute principali, perché il governo britannico sta pensando di annullare l’accordo di recesso esistente con l’EU e apportare alcune modifiche in “aree molto specifiche” dell’accordo. I leader europei hanno avvertito che non ci sarà nessun accordo se il Regno Unito decidesse di ignorare quello esistente. Oggi a Londra inizia un’altra tornata di negoziati. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha detto che la Gran Bretagna non teme affatto una Brexit senza accordo. In tal caso, il Regno Unito volterebbe pagina, ha detto il primo ministro.

 
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