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Daily Market Brief

Continuano le vendite sui tecnologici; Nasdaq in calo del 10% dal recente massimo storico

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Continuano le vendite sui tecnologici; Nasdaq in calo del 10% dal recente massimo storico

By Strategy Desk

Lunedì i futures sui listini USA avevano mostrato qualche segnale di ripresa, ma poi martedì, all’apertura dei mercati, gli indici di riferimento si sono addentrati ancor di più in territorio negativo. Nasdaq maglia nera, trascinato giù dai titoli tecnologici. L’indice è sceso del 4,11% durante la seduta e quasi del 10% dai recenti massimi storici. Gli investitori hanno liquidato i tecnologici dopo il rally impressionante che aveva fatto salire l’indice ad alto tasso di titoli tecnologici del 70% dai minimi di marzo.

L’S&P 500 ha ceduto il 2,25% e il Dow Jones è sceso del 2,78%. Tutti gli undici settori che compongono l’indice S&P hanno registrato perdite, trascinati già dalle azioni dei comparti energia, finanza e tecnologia dell’informazione.

Il titolo Tesla è precipitato ai minimi da tre settimane, cedendo più del 15%, perché il produttore di auto elettriche non è stata una delle tre società aggiunte di recente all’S&P 500. Il corso azionario di Tesla è comunque quasi quadruplicato dall’inizio dell’anno.

Sui minimi di martedì, Apple, Amazon, Facebook, Alphabet, Microsoft, Tesla e Netflix avevano perso più di mille miliardi di dollari in capitalizzazione di mercato complessiva dal 2 settembre.

La correzione potrebbe essere stata innescata dai timori che gli investitori istituzionali avessero acquistato troppo opzioni call nel secondo trimestre.

JPMorgan Chase ha perso il 3% sulla notizia di indagini interne su dipendenti che avrebbero fatto un uso improprio di fondi destinati agli aiuti per il coronavirus.

Boeing ha ceduto il 4% dopo che gli investitori hanno saputo dell’inchiesta avviata dall’autorità per l’aviazione USA su difetti di fabbricazione nel Boeing 787.

Anche le borse asiatiche sono negative mercoledì, sulla scia delle vendite sui titoli tecnologici US.

Mentre scriviamo, il Composite di Shanghai è in calo dell’1,07% e il Component di Shenzhen è crollato del 2,21%.

Stamattina la Cina ha pubblicato gli indici sui prezzi al consumo e alla produzione riferiti al mese di agosto, il primo salito del 2,4% e il secondo sceso del 2% su base annua, in linea con le attese degli analisti.

Il trend ribassista potrebbe essere dovuto anche all’improvvisa interruzione dei test per il vaccino anti-Covid-19 da parte di AstraZeneca, che lo sta sviluppando insieme all’Università di Oxford. Il candidato più promettente aveva dato adito alla speranza che un vaccino potesse fermare la pandemia. La pausa nella sperimentazione è dovuta a una reazione avversa.

L’indice Hang Seng di Hong Kong è in calo dello 0,98%. Ieri il governo ha detto che allenterà ulteriormente le misure di lockdown.

Il Nikkei 225 giapponese ha ceduto l’1,15% e l’ASX 200 australiano è sceso del 2,43%.

Il Kospi sudcoreano è calato dello 0,66%, anche se l’indice sta risalendo dai minimi di seduta. I dati ufficiali divulgati nelle prime ore di mercoledì hanno mostrato un calo inaspettato della disoccupazione per il terzo mese consecutivo, nonostante le misure di distanziamento sociale più severe introdotte nel paese in seguito all’incremento del numero di casi di coronavirus. Il tasso di disoccupazione è calato comunque al 3,2% dal 4,2% di luglio, il tasso di occupazione complessivo è sceso per il sesto mese consecutivo.

Al momento i future sugli indici europei sono contrastati, il DAX tedesco si mostra resiliente contro gli orsi.

Sul mercato delle materie prime, i prezzi del petrolio non riescono a trovare un supporto perché gli investitori temono una seconda ondata della pandemia. Il Brent ha ceduto lo 0,53%, sfondando al ribasso la soglia dei $40 per la prima volta da giugno. I future sul WTI sono in calo dello 0,65%, a $36,52.

Il numero di casi confermati di Covid-19 continua a salire in India, Regno Unito, Spagna, in molti stati americani, e a livello globale.

L’oro non sta sfruttando il suo status di bene rifugio e il metallo è sceso dello 0,33% a 1.936,70.

Sul forex, il dollaro americano e lo yen giapponese traggono vantaggio dall’ondata di vendite sui titoli tecnologici. L’indice dell’USD, che segue l’andamento della valuta americana contro altre sei monete, è salito marginalmente, dello 0,04%, a 93,490. Gli investitori attendono anche la riunione della Banca Centrale Europea (BCE) di domani. La BCE ha già lasciato intendere che la valuta del blocco è troppo forte per la sua politica monetaria.

Altrove, la sterlina britannica continua a scendere a causa dei crescenti timori per un divorzio dal blocco europeo senza accordo. La coppia GBP/USD è scesa sotto quota 1,30, ai minimi da luglio. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha detto che la Gran Bretagna accetterebbe una Brexit senza accordo, se dai negoziati non arrivassero progressi entro metà ottobre.

 
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