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Flessione più marcata da settimane per le borse USA

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Flessione più marcata da settimane per le borse USA

By Strategy Desk

Lunedì Wall Street ha registrato la performance peggiore di ottobre e il Dow Jones ha accusato il calo maggiore dal 3 settembre. Gli investitori hanno reagito all’impennata dei casi di Covid-19 negli USA e allo stallo nei negoziati sulle misure di stimolo. Intanto permane l’incertezza a una settimana dalle elezioni, sebbene nei sondaggi il candidato democratico Joe Biden sia in vantaggio sul presidente Donald Trump.

Il numero di casi di coronavirus è salito a cifre da record negli Stati Uniti e in Europa, dove Spagna e Italia hanno introdotto nuove misure restrittive. Stando ai dati elaborati da Reuters, negli USA la media a sette giorni delle infezioni giornaliere è salita a un massimo record pari quasi a 70.000 unità, e il numero di decessi mostra una tendenza rialzista. La città di El Paso, in Texas, ha chiesto agli abitanti di rimanere a casa per due settimane.

L’S&P 500 è calato dell’1,86%, il Nasdaq ha perso l’1,64% e il Dow Jones è precipitato del 2,29%.

L’indice delle compagnie aeree S&P 1500 è sceso del 5% e gli armatori di navi da crociera Royal Caribbean e Carnival sono crollati entrambi del 10% circa. Il comparto energia, come pure titoli industriali e finanziari, hanno registrato le flessioni più consistenti da settimane.

Per quanto riguarda i negoziati sulle misure di stimolo, permane ancora uno stallo. Il Segretario al Tesoro USA Steve Mnuchin ha spiegato che vari aspetti chiave del piano proposto dalla presidente della Camera Nancy Pelosi per Trump non sono accettabili. Pelosi starebbe aspettando una controproposta da Mnuchin e intanto continuano le discussioni fra i due. Sembra, tuttavia, che non si arriverà a un accordo prima delle elezioni.

Le azioni AstraZeneca hanno guadagnato più dell’1% dopo che la società ha riferito che il suo candidato vaccino contro il Covid ha stimolato una reazione immunitaria nei partecipanti allo studio clinico. Finora, però, i mercati hanno ignorato la notizia.

Hasbro è calato fino a un massimo del 10% a causa del calo dei ricavi nel T3 in seguito ai ritardi nella produzione di film e spettacoli televisivi dovuti al coronavirus.

In Asia, i mercati azionari seguono i toni ribassisti di Wall Street all’acuirsi delle tensioni fra Cina e USA. Ciò nonostante, martedì alcune piazze si stanno allontanando dai minimi di seduta.

Mentre scriviamo, in Cina il Composite di Shanghai guadagna lo 0,04% e il Component di Shenzhen lo 0,49%. Entrambi gli indici avevano aperto in ribasso sull’inasprirsi delle tensioni fra le due maggiori economie mondiali, dopo che la Cina ha imposto sanzioni su società statunitensi quali Lockheed Martin, Boeing Defense e Raytheon. Stando a un portavoce del ministero degli Esteri cinese, la decisione è volta a “tutelare interessi nazionali”. Intanto gli USA starebbero valutando di vendere a Taiwan missili anti-nave per un valore di $2,4 miliardi. L’azionario si è ripreso sulla scia dei dati riferiti a settembre, che mostrano un aumento dei profitti industriali delle aziende cinesi per il quinto mese consecutivo.

L’indice Hang Seng di Hong Kong è in calo dello 0,71%.

Gli investitori attendono la doppia IPO di Ant Group, durante la quale il gigante del fintech dovrebbe raccogliere una cifra record pari a $35 miliardi. Le azioni saranno collocate sul mercato STAR di Shanghai, simile al Nasdaq, e sulla borsa di Hong Kong, dove gli ordinativi hanno già superato la disponibilità. Ant, che fa parte del gruppo Alibaba di Jack Ma, è valutata a più di $300 miliardi e Ma ha definito un miracolo il fatto che una IPO così grande non si tenga a New York.

In Giappone, il Nikkei 225 ha chiuso in calo dello 0,06%, mentre l’ASX 200 australiano è scivolato dell’1,70%.

Al momento il Kospi sudcoreano cede lo 0,65%.

Martedì le borse europee saranno contrastate.

Sul mercato delle materie prime, i prezzi al petrolio si stanno inaspettatamente riprendendo dalle brusche perdite viste di recente, anche se negli USA, in Russia e in molti paesi europei si è registrato l’incremento giornaliero maggiore nel numero di casi di Covid. Il sentiment degli investitori rimane comunque offuscato dallo stallo nei negoziati per gli aiuti economici. Il WTI e il Brent hanno guadagnato entrambi più dello 0,80%, dopo aver ceduto più del 5% da venerdì.

L’oro è in rialzo sull’onda dell’incertezza diffusa alla vigilia delle elezioni USA. Il metallo fa leva sulle sue caratteristiche di rifugio sicuro, mentre l’USD è in calo. I future sull’oro sono saliti dello 0,33%, a $1.912.

Sul forex, l’USD perde terreno perché i dati regionali incoraggianti da Cina e Corea del Sud indicano una ripresa economica che sostiene le valute locali. Gli investitori non credono invece in una ripresa rapida dell’economia a stelle e strisce, soprattutto considerando la seconda ondata della pandemia e le elezioni controverse. L’indice dell’USD è sceso dello 0,16%, a 92,892, mentre l’EUR/USD guadagna lo 0,21% e si attesta a quota 1,1833.

 
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