by Swissquote Analysts

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Si sta rubando il voto sulla Brexit? (di Yann Quelenn)
Come abbiamo già detto a settembre, continuiamo a nutrire sospetti sulla proroga dell’attivazione dell’Articolo 50.
Quando fu nominata primo ministro, Theresa May affermò che era importante rispettare il voto del popolo, che la Brexit non era negoziabile e che l’Articolo 50 sarebbe stato attivato sicuramente. Sembrò anche molto convinta del fatto che i mercati finanziari avrebbero iniziato a scontare una “Brexit Dura”.
Noi riteniamo che eventuali negoziati sarebbero ampiamente vantaggiosi per il Regno Unito, giacché il previsto incubo economico non si è concretizzato, e anche perché l’economia non è neanche lontanamente sull’orlo di un crollo. Ci sono addirittura segnali di ripresa. Questo scenario ora induce altri membri dell’UE a chiedersi se sia il caso di fare altrettanto.
Noi avevamo valutato la possibilità dell’attuale voltafaccia già mesi fa. La decisione dell’Alta Corte, secondo cui il governo britannico non può attivare l’Articolo 50 senza l’approvazione del parlamento, significa che i deputati dovranno votare per dare avvio al processo di uscita. Questo cos’è, se non una manipolazione della democrazia? Theresa May sembra aver perso la sua battaglia principale, ovvero rispettare il voto dei cittadini britannici. La maggior parte dei membri del parlamento è contraria a un’uscita dall’UE. Quindi ci sarà verosimilmente un blocco della Brexit. Molti funzionari hanno detto che il referendum non è legalmente vincolante. Ma allora che senso ha avuto votare?
Ora Theresa May ha un asso nella manica. Può indire elezioni anticipate per modificare la maggioranza in parlamento e quindi attivare l’Articolo 50. La strada è davvero lunga.
La Brexit sembra destinata ad aggiungersi alla lista, già lunga, di referendum che non sono stati rispettati negli ultimi dieci anni, fra cui quello indetto in Francia nel 2005 sul Trattato di Lisbona.
Non fatevi prendere dal panico
Non fatevi prendere dal panico. Sì, ne vediamo i segnali. Otto giorni di perdite sull’S&P 500 (dopo quattro mesi di movimento laterale), rally globale dei rendimenti sui titoli a lunga scadenza, aumento generalizzato della volatilità, Trump vicino a salire alla Casa Bianca e i Chicago Cubs che vincono la World Series (campionato di baseball).
Forse è arrivata l’oro di vendere…tutto…il problema però, secondo noi, è che strutturalmente non è cambiato niente. Speculazioni e insinuazioni fanno salire l’incertezza. Voci sul fallito esperimento di reflazione della banca centrale, sul parlamento britannico che starebbe complottando di rubare il referendum sull’EU ai cittadini britannici e su persone già morte che votano per Hillary Clinton – tutte conferme che ormai le dicerie finanziarie sono diventate di dominio comune. Anche se abbiamo sentito tutta una serie di teorie cospirative e sicuramente c’è del vero in alcune delle idee che circolano, questo non è proprio il momento. Non dimentichiamo che nel 2016 molti esperti avevano previsto un crollo. Forse la fine dell’anno ha lo stesso effetto che ha su persone anziane che non sono in grado di vedere il mondo in un flusso continuo, ma solo in anni solari distinti.
In primo luogo, il muro di liquidità è in attesa di opportunità. È evidente che le azioni sono ipercomprate (il rapporto prezzo/utili sull’S&P è a un gestibile 19), anche se meno vista la flessione in corso. Secondo le stime, 12 miliardi di dollari sono parcheggiati in titoli che danno rendimenti negativi. Questa cifra enorme probabilmente non rimarrà congelata, soprattutto una volta superato il rischio legato all’evento dell’8 novembre.
In secondo luogo, l’OCSE ha abbassato le previsioni di crescita per il 2016 dello 0,1%, al 2,9%. Anche se la cifra non è strabiliante, rimane stabile e arriva sulla scorta di un’accelerazione negli USA e in Cina, che significa che la domanda inizia a riprendersi in maniera sicura. Il miglioramento dei fondamentali ha sostenuto la decisione di liquidare titoli a scadenza lunga, facendo prevedere una normalizzazione della politica. Tuttavia, la ripresa superficiale indica che il restringimento non avverrà troppo rapidamente, consentendo un adattamento normale.
Infine, è evidente che la politica della banca centrale si sta avvicinando all’esaurimento. La BoJ detiene più del 45% del mercato dei titoli di Stato e il 65% del mercato ETF giapponese. Tuttavia, ci sono ancora strumenti e strategie per mantenere condizioni accomodanti e non sottovalutate mai la determinazione di una banca centrale nel distorcere le condizioni di mercato a suo favore. Nonostante il clamore, vista l’elevata liquidità, il miglioramento dei fondamentali e gli stimoli preparati dalle banche centrali, crediamo che l’attuale correzione degli asset rischiosi costituisca un’opportunità per ricaricare le posizioni lunghe. Anche la storia suggerisce che, indipendentemente da chi s’insedia alla Casa Bianca (pensate al Presidente Obama), un singolo individuo ha scarsa influenza sugli USA.
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EUR/JPY - Monitoring Upward Channel.

| Today's Key Issues | Country / GMT |
|---|---|
| Oct F Markit Eurozone Services PMI, exp 53,5, last 53,5 | EUR/09:00 |
| Oct F Markit Eurozone Composite PMI, exp 53,7, last 53,7 | EUR/09:00 |
| Sep PPI MoM, exp 0,00%, last -0,20% | EUR/10:00 |
| Sep PPI YoY, exp -1,70%, last -2,10% | EUR/10:00 |
| Sep Trade Balance, exp -3,80E+10, last -4,07E+10 | USD/12:30 |
| Sep Int'l Merchandise Trade, exp -1,70E+09, last -1,94E+09 | CAD/12:30 |
| Oct Unemployment Rate, exp 7,00%, last 7,00% | CAD/12:30 |
| Oct Change in Nonfarm Payrolls, exp 173000, last 156000 | USD/12:30 |
| Oct Net Change in Employment, exp -15000, last 67200 | CAD/12:30 |
| Oct Full Time Employment Change, last 23 | CAD/12:30 |
| Oct Two-Month Payroll Net Revision, last -7000 | USD/12:30 |
| Oct Change in Private Payrolls, exp 170000, last 167000 | USD/12:30 |
| Oct Part Time Employment Change, last 44,1 | CAD/12:30 |
| Oct Change in Manufact. Payrolls, exp -4000, last -13000 | USD/12:30 |
| Oct Participation Rate, exp 65,7, last 65,7 | CAD/12:30 |
| Oct Unemployment Rate, exp 4,90%, last 5,00% | USD/12:30 |
| Oct Average Hourly Earnings MoM, exp 0,30%, last 0,20% | USD/12:30 |
| Oct Average Hourly Earnings YoY, exp 2,60%, last 2,60% | USD/12:30 |
| Oct Average Weekly Hours All Employees, exp 34,4, last 34,4 | USD/12:30 |
| Oct Change in Household Employment, last 354 | USD/12:30 |
| Oct Labor Force Participation Rate, last 62,90% | USD/12:30 |
| Oct Underemployment Rate, last 9,70% | USD/12:30 |
| Oct Ivey Purchasing Managers Index SA, exp 56, last 58,4 | CAD/14:00 |
The Risk Today
EURUSD
La coppia EUR/USD scambia attorno a 1,1100 senza direzione. La resistenza oraria è data a 1,1126 (massimo 03/11/2016). La resistenza chiave si ubica su un distante 1,1352 (massimo 18/08/2016). La struttura tecnica a breve termine lascia presagire un ulteriore rafforzamento. A lungo termine, la death cross rivela un'ulteriore impostazione ribassista malgrado il fatto che, da dicembre scorso, la coppia sia in crescita. La resistenza chiave giace a 1,1714 (massimo 24/08/2015). Un supporto robusto giace a 1,0458 (minimo 16/03/2015).
GBPUSD
La coppia GBP/USD è in fase di consolidamento. La resistenza chiave si attesta a 1,2494 (massimo 03/11/2016), mentre il supporto orario è dato a 1,2083 (minimo 25/10/2016). Tuttavia, la resistenza chiave si colloca a un distante 1,2620 e a 1,2873 (03/10/2016). Si prevede un ulteriore consolidamento. La struttura tecnica di lungo termine è ancor più negativa perché il voto sulla Brexit ha spianato la strada a un ulteriore declino. Il supporto di lungo termine a 1,0520 (01/03/85) costituisce un buon obiettivo. Una resistenza di lungo termine è costituita da 1,5018 (24/06/2015) e indicherebbe un capovolgimento a lungo termine nel trend negativo. Tuttavia, al momento ciò appare molto improbabile.
USDJPY
Il momentum dell'USD/JPY diventa negativo. Un supporto orario giace a 102,55 (minimo 03/11/2016). La resistenza oraria è data a 105,53 (28/10/2016). La prossima resistenza giace a 107,49 (massimo 21/07/2016). Un supporto chiave giace a 100,09 (27/09/2016). Si prevede un ulteriore flessione. Siamo a favore di un’impostazione ribassista a lungo termine. Un supporto giace attualmente a 96,57 (minimo 10/08/2013). Appare assolutamente improbabile un graduale rialzo verso la forte resistenza a 135,15 (massimo 01/02/2002). Si prevede un’ulteriore flessione verso il supporto a 93,79 (minimo 13/06/2013).
USDCHF
Il momentum rialzista dell'USD/CAD svanisce. Tuttavia, la coppia continua a scambiare all'interno dell'area di resistenza precedente tra 1,3278 (minimo 24/10/2016) e 1,3433 (massimo 28/10/2016). Si prevede un ulteriore monitoraggio della resistenza a 1,3433. Il supporto chiave a 1,3000 (minimo 22/09/2016) appare distante. A lungo termine si registra una golden cross con la media mobile a 50 giorni che attraversa la media mobile a 200 giorni a indicare ulteriori pressioni rialziste. Una robusta resistenza è data a 1,4690 (massimo 22/01/2016). Un supporto a lungo termine giace a 1,2461 (minimo 16/03/2015).
Resistance and Support
| EURUSD | GBPUSD | USDCHF | USDJPY |
|---|---|---|---|
| 1.1428 | 1.3121 | 1.0257 | 113.8 |
| 1.1352 | 1.2857 | 1.0093 | 111.45 |
| 1.121 | 1.2477 | 0.9999 | 107.49 |
| 1.108 | 1.226 | 0.9727 | 103.54 |
| 1.0822 | 1.209 | 0.9632 | 102.8 |
| 1.0711 | 1.1841 | 0.9522 | 100.09 |
| 1.0458 | 1.052 | 0.9444 | 99.02 |