Research Market strategy
by Swissquote Analysts

Rischio legato agli eventi per l’EUR/CHF

30.11.2016 - 00:00

Forex News and Events

Andare corti sull'EUR/CHF

Il CHF continua a essere la valuta di finanziamento preferita da chi opera sui differenziali fra i tassi d’interesse. Si prevede, infatti, che la BNS sarà una delle ultime grandi banche centrali a dare inizio al processo di normalizzazione dei tassi d’interesse. Durante la seduta europea, l’EUR/CHF ha compiuto un forte balzo dal supporto a 1,0700, superando il livello a 1,080. L’USD/CHF è risalito dal supporto a 0,9550, registrato dopo le vendite causate dalle elezioni negli USA, fino a portarsi appena sotto 1,020. Sebbene il momento rialzista vissuto poi dall’USD dopo le elezioni stia perdendo slancio, sui mercati la domanda di USD rimane forte. Il rally dei rendimenti dei titoli di Stato USA a scadenza lunga è in stallo, ciò significa che per il momento il rialzo dell’USD/CHF sarà limitato. È diminuita la sensibilità del CHF alle generali condizioni di avversione al rischio, ma gli eventi geopolitici, nello specifico in Europa, fanno salire la domanda di CHF rispetto ad altre valute. Prove indiziarie testimoniano che la BNS rimane attiva sui mercati dell’EUR/CHF, intervenendo per ammorbidire le pressioni al ribasso più che per capovolgere la direzione. Tuttavia, per il 4 dicembre si profila un rischio di “shock” politico cruciale per l’Europa. L’Italia voterà per un referendum su un ampio piano di riforma della costituzione. Dopo la Brexit e le elezioni presidenziali negli USA, i mercati sono consapevoli dei rischi legati a sorprese politiche e non si faranno cogliere alla sprovvista. Ci aspettiamo di osservare un posizionamento dei mercati molto prima della chiusura del mercato di venerdì; ciò significa che, nel breve termine, il mercato si proteggerà con operazioni sui rifugi sicuri. Il voto, secondo noi, avrà un profilo di rischio asimmetrico: la vittoria dei “no” sarebbe molto più negativa per l’EUR (positiva per il CHF). La volatilità implicita a una settimana dell’EUR/CHF è salita a 7,4 punti, perché gli operatori scontano il rischio legato all’evento. Con l’EUR/CHF a 1,078, consideriamo che una solida strategia di trading di breve termine sia ricaricare i corti in vista dell’evento rischioso del fine-settimana e di chiudere le posizioni prima del fine-settimana.

 

 

 

Permangono forti incertezze in vista della riunione dell’OPEC (di Yann Quelenn)

 

In vista della riunione dell’OPEC, i prezzi del petrolio sono molto volatili. Un barile di Brent scambia intorno ai 47 dollari. Crescono le incertezze sull’accordo. La produzione di petrolio dell’OPEC si aggira intorno ai 32,5 milioni di barili al giorno e, stando ad alcune stime, nei primi sei mesi del 2017 sarebbe necessaria una produzione pari a 31,9 milioni di barili al giorno per ristabilire un equilibrio fra domanda e offerta.

 

A nostro avviso, si possono considerare varie ipotesi. In primo luogo, crediamo che le differenze fondamentali sulla produzione non potranno essere appianate durante questa riunione per alcune ragioni specifiche, soprattutto considerando che Iraq e Iran mettono sempre più in discussione la dominanza dell’Arabia Saudita. Ciò vale ancora di più dall’elezione di Trump.

 

In secondo luogo, ci sembra improbabile che i membri dell’OPEC possano raggiungere un accordo completo, che preveda delle quote fisse. Ciò farebbe ovviamente salire i prezzi sopra i 50 dollari, ma riaprirebbe allo stesso tempo la competizione con il gas scistoso dagli USA e con il petrolio russo, circostanza che l’OPEC sta cercando di evitare.

 

La nostra terza ipotesi, quella in cui crediamo, è che saranno introdotte delle deroghe. Ciò non risolverà il problema dell’eccedenza di offerta, ma non creerà neanche turbolenze sui mercati finanziari, perché non vi saranno obiettivi chiari per i membri dell’OPEC. Ciò frenerebbe l’aumento dei prezzi del petrolio, perché le incertezze permarrebbero e allo stesso tempo vi sarebbe una riduzione della produzione.

 

In ogni caso, al momento si registra un forte surplus e c’è bisogno di un accordo forte affinché i mercati possano assorbire la produzione.

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The Risk Today

EURUSD

Le pressioni all'acquisto dell'EUR/USD sono in aumento. La resistenza oraria è data a 1,0686 (massimo 29/11/2016). Il supporto si ubica a 1,0518 (massimo 17/11/2016). Si prevedono pressioni ribassiste rinnovate. A lungo termine, la death cross rivela un'ulteriore impostazione ribassista malgrado il fatto che, da dicembre scorso, la coppia sia in crescita. La resistenza chiave giace a 1,1714 (massimo 24/08/2015). Il robusto supporto a 1,0458 (minimo 16/03/2015) costituisce l'obiettivo.

GBPUSD

La coppia GBP/USD non gode, attualmente, di un momentum sufficiente per raggiungere la resistenza a 1,2674 (massimo 11/11/2016). Un supporto robusto giace a 1,2302 (minimo 18/11/2016). Le pressioni all'acquisto non sembrano sufficienti. La struttura tecnica di lungo termine è ancor più negativa perché il voto sulla Brexit ha spianato la strada a un ulteriore declino. Il supporto di lungo termine a 1,0520 (01/03/85) costituisce un buon obiettivo. Una resistenza di lungo termine è costituita da 1,5018 (24/06/2015) e indicherebbe un capovolgimento a lungo termine nel trend negativo. Tuttavia, al momento ciò appare molto improbabile.

USDJPY

Il momentum rialzista dell'USD/JPY ricomincia. La resistenza si ubica a 113,90 (massimo 25/11/2016). Una robusta resistenza è data a 114,87 (massimo 16/02/2016). Il supporto orario giace a 111,36 (minimo 28/11/2016). Un supporto più robusto giace a 108,56 (minimo 17/11/2016). Si prevedono ulteriori movimenti rialzisti. Siamo a favore di un’impostazione ribassista a lungo termine. Un supporto giace attualmente a 96,57 (minimo 10/08/2013). Appare assolutamente improbabile un graduale rialzo verso la forte resistenza a 135,15 (massimo 01/02/2002). Si prevede un’ulteriore flessione verso il supporto a 93,79 (minimo 13/06/2013).

USDCHF

Il rally dell'USD/CHF si è assopito. La struttura tecnica permane tuttavia rialzista. Il supporto chiave è dato alla parità. La resistenza oraria giace a 1,0192 (massimo 24/11/2016). Si prevede un ulteriore monitoraggio della resistenza attorno a 1,0200. Nel lungo periodo, la coppia scambia ancora nella fascia dal 2011, nonostante alcune turbolenze generate dalla rimozione dell’ancoraggio del CHF da parte della BNS. Il supporto chiave giace a 0,8986 (minimo 30/01/2015). Dalla rimozione dell’ancoraggio di gennaio 2015, la struttura tecnica favorisce tuttavia un’impostazione rialzista di lungo termine.

Resistance and Support

EURUSDGBPUSDUSDCHFUSDJPY
1.131.28571.1731125.86
1.12591.27711.0328121.69
1.09541.26741.0257114.87
1.05991.2461.0138112.16
1.05181.23020.9929109.8
1.04581.20830.9632108.56
11.18410.9522106.14
 
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