Research Market strategy
by Swissquote Analysts

In marginale calo le riserve valutarie svizzere, idee di trading per il 2017

06.01.2017 - 00:00

Forex News and Events

In marginale calo le riserve valutarie svizzere (di Arnaud Masset)

 

Dopo aver toccato livelli storici a novembre, le riserve in valuta straniera della Banca Nazionale Svizzera sono scese per la prima volta da febbraio, come mostrano i dati diffusi giovedì. Alla fine di dicembre, la BNS possedeva valute straniere per un valore pari a 645,3 miliardi di CHF, in calo di 2,5 miliardi di CHF (alla fine di novembre: 647,8 miliardi). Nel 2016, le riserve sono aumentate di 85,8 mld di CHF, si tratta dell’incremento annuo più consistente dal 2012, quando erano salite di 172,9 miliardi di CHF. In definitiva, i dati mostrano che la BNS ha di nuovo trascorso l’anno a proteggere il franco svizzero. Alla luce delle forti incertezze – Brexit, elezioni USA – la banca centrale ha tenuto fede al suo impegno di “rimanere attiva sul mercato” e intervenire per proteggere l’EUR/CHF contro le pressioni al ribasso. Se osserviamo il tasso di cambio, si potrebbe affermare che la politica della BNS ha avuto successo, giacché l’EUR/CHF è rimasto grossomodo sopra la base implicita collocata fra 1,07 e 1,08 (ultimamente più vicino a 1,07).

 

La BNS, però, si prepara a un altro anno difficile, perché anche nel 2017 le crescenti tensioni politiche fra i membri dell’UE rimarranno il catalizzatore principale. Inoltre, la crisi greca tornerà in primo piano in estate; il paese, infatti, dovrà far fronte a diversi rimborsi chiave verso la fine dell’estate. Prevediamo pertanto che le pressioni al rialzo sul CHF contro l’euro rimarranno molto forti. Inoltre, sembra che il costo marginale per indebolire il franco svizzero di recente sia aumentato; gli ultimi interventi sul forex, infatti, hanno avuto un impatto molto limitato. Stamattina l’EUR/CHF si muoveva lateralmente intorno a 1,0710, dopo essere sceso temporaneamente sotto la soglia a 1,07 all’inizio della settimana.

 

 

 

Panoramica sull’operatività del 2017 (di Peter Rosenstreich)

 

Mancano fattori scatenanti per un’ondata di vendite sulle borse dei mercati emergenti

 

La nostra previsione di crescita moderata negli USA e di un corso dei tassi d’interesse della Fed più basso di quanto previsto dal mercato, oltre a un miglioramento delle prospettive di crescita del PIL e alla stabilità dei prezzi delle materie prime, dovrebbe sostenere i corsi azionari dei mercati emergenti. Siamo inclini a concentrarci sui titoli dell’AXJ (Asia escluso il Giappone), perché gli sforzi per aumentare gli scambi regionali dovrebbero renderli meno sensibili all’attività protezionistica sui mercati sviluppati.

 

Ci concentriamo soprattutto sulle valute dei mercati emergenti e, poiché gli interessi globali rimangono ai minimi storici, continuerà la caccia ai rendimenti. Le valute dei mercati emergenti che danno rendimenti più elevati e che sono poco correlate con l’incertezza politica negli USA (ovvero lontane dalle invettive lanciate via Twitter da Trump) continueranno ad apprezzarsi. HUF (fiorino ungherese), PLN (zloty polacco), INR (rupia indiana) e MYR (ringgit malese) mostrano una bassa correlazione con il rischio politico negli USA. Invece CNY (yuan cinese) e MXN (peso messicano) continueranno a subire le conseguenze delle politiche nascenti di Trump (in particolare, il peso messicano è esposto su due fronti: il commercio e l’immigrazione).

 

L’avvenimento EUR/CHF della Banca Nazionale Ceca

 

Nel novembre del 2013, la Banca Nazionale Ceca (CNB) introdusse una “base minima” a 27 per l’EUR/CZK (corona ceca), per evitare di importare la deflazione. L’attuale miglioramento delle prospettive economiche del paese indica che, entro la metà del 2017, la banca raggiungerà l’obiettivo del 2%. Questa è una condizione essenziale per tornare a un quadro normale di politica monetaria e mettere fine al tasso di cambio minimio. Come ha affermato il consiglio della banca, “è probabile che l’impegno sarà sospeso verso la metà del 2017.”

 

Avvisaglie per l’USD/JPY

 

Dopo una corsa impressionante, l’USD/JPY non è  riuscito a violare la forte area di resistenza fra 118 e 120, fermandosi come lo spread fra i rendimenti dei titoli USA e giapponesi a scadenza breve. In linea con questi sviluppi, anche il rally del Nikkei 225 si è interrotto. Abbiamo assistito a un andamento simile all’inizio del 2016, quando l’USD/JPY crollò sotto quota 100 da 123, e anche questa mossa fece precipitare il Nikkei del 25%. Poiché l’”Abeconomia” è ormai prossima all’esaurimento, mettendo in risalto i limiti degli stimoli fiscali, è improbabile un ulteriore indebolimento dello JPY, appare quindi molto plausibile una marcata correzione dell’USD/JPY e del Nikkei.

 

I titoli azionari US possono salire ancora

 

Il rally del dopo-elezioni fa apparire le valutazioni eccessive, sull’S&P 500 il rapporto prezzo/utili è ai massimi dalla bolla delle “dotcom”.  La crescita degli utili societari dovrebbe però superare il 10%, quindi c’è ancora potenziale per un rialzo. La stabilizzazione della crescita, il miglioramento dei prezzi del petrolio e, cosa ancor più importante, la politica monetaria ancora accomodante, saranno i catalizzatori principali. Se Trump ottenesse successi anche solo marginali, gli stimoli fiscali, le imposte societarie più basse e la fiducia dei consumatori USA dovrebbero spingere l’attuale rally rialzista. Nello specifico, grazie a regole meno stringenti e alle condizioni idiosincratiche, il settore finanziario, energetico e sanitario dovrebbero far registrare le prestazioni migliori.

Idee di Trading su Swissquote Sqore: http://it.swissquote.com/fx/news/sqore

 

Gold - Bullish Pressures Accelerate.

Today's Key IssuesCountry / GMT
Dec Foreign Currency Reserves, exp 649.0b, last 648.0b, rev 647.8bCHF/08:00
ECB's Villeroy Speaks in ParisEUR/08:15
3Q Unit Labor Costs YoY, exp 1,70%, last 1,90%, rev 2,20%GBP/09:30
Dec FGV Inflation IGP-DI MoM, exp 0,67%, last 0,05%BRL/10:00
Dec FGV Inflation IGP-DI YoY, exp 7,00%, last 6,77%BRL/10:00
Dec Economic Confidence, exp 106,8, last 106,5EUR/10:00
Dec Business Climate Indicator, exp 0,47, last 0,42EUR/10:00
Dec Industrial Confidence, exp -0,4, last -1,1EUR/10:00
Dec Services Confidence, exp 12, last 12,1EUR/10:00
Dec F Consumer Confidence, exp -5,1, last -5,1EUR/10:00
Nov Retail Sales MoM, exp -0,40%, last 1,10%EUR/10:00
Nov Retail Sales YoY, exp 1,90%, last 2,40%EUR/10:00
Nov PPI Manufacturing MoM, last 0,17%BRL/11:00
Nov PPI Manufacturing YoY, last -0,93%BRL/11:00
ECB Executive Board's Yves Mersch Speaks in ParisEUR/11:15
1Q A GDP Annual Estimate YoY, exp 6,80%, last 7,60%INR/12:00
Nov Trade Balance, exp -$45.4b, last -$42.6bUSD/13:30
Revisions: Seasonally Adjusted Household Survey DataUSD/13:30
Nov Int'l Merchandise Trade, exp -1.60b, last -1.13bCAD/13:30
Dec Unemployment Rate, exp 6,90%, last 6,80%CAD/13:30
Dec Change in Nonfarm Payrolls, exp 175k, last 178kUSD/13:30
Dec Net Change in Employment, exp -2.5k, last 10.7kCAD/13:30
Dec Two-Month Payroll Net RevisionUSD/13:30
Dec Full Time Employment Change, last -8,7CAD/13:30
Dec Change in Private Payrolls, exp 170k, last 156kUSD/13:30
Dec Part Time Employment Change, last 19,4CAD/13:30
Dec Change in Manufact. Payrolls, exp 0k, last -4kUSD/13:30
Dec Participation Rate, exp 65,6, last 65,6CAD/13:30
Dec Unemployment Rate, exp 4,70%, last 4,60%USD/13:30
Dec Average Hourly Earnings MoM, exp 0,30%, last -0,10%USD/13:30
Dec Average Hourly Earnings YoY, exp 2,80%, last 2,50%USD/13:30
Dec Average Weekly Hours All Employees, exp 34,4, last 34,4USD/13:30
Dec Labor Force Participation Rate, last 62,70%USD/13:30
Dec Underemployment Rate, last 9,30%USD/13:30
Dec Ivey Purchasing Managers Index SA, last 56,8CAD/15:00
Nov Factory Orders, exp -2,30%, last 2,70%USD/15:00
Nov Factory Orders Ex Trans, last 0,80%USD/15:00
Nov F Durable Goods Orders, exp -4,60%, last -4,60%USD/15:00
Nov F Durables Ex Transportation, exp 0,20%, last 0,50%USD/15:00
Nov F Cap Goods Orders Nondef Ex Air, last 0,90%USD/15:00
Nov F Cap Goods Ship Nondef Ex Air, last 0,20%USD/15:00
Fed's Evans Speaks on Economy and Policy in ChicagoUSD/16:15
Fed's Kaplan Speaks in ChicagoUSD/20:30

The Risk Today

EURUSD

L'EUR/USD ha fatto segnare un rialzo ieri. La coppia giace attualmente oltre 1,0500. Un supporto orario giace a 1,0341 (minimo 03/01/2017). Una robusta resistenza è data a 1,0670 (massimo 14/12/2016). Si prevede un'azione dei prezzi defilata continua sul breve termine. A lungo termine, la croce della morte di fine ottobre rivela un ulteriore orientamento ribassista. La coppia ha violato il supporto chiave a 1,0458 (minimo 16/03/2015). La resistenza chiave giace a 1,1714 (massimo 24/08/2015). Si prevede che viaggerà verso la parità.

GBPUSD

La coppia GBP/USD è uscita dal canale discendente. Il supporto orario si attesta a 1,2200 (minimo 03/01/2017), mentre la resistenza giace a 1,2388 (massimo 30/12/2016). La struttura tecnica lascia presagire un ulteriore consolidamento. La violazione dell'area di resistenza attorno a 1,2400 conferma un ulteriore potenziamento. La struttura tecnica di lungo termine è ancor più negativa perché il voto sulla Brexit ha spianato la strada a un ulteriore declino. Il supporto di lungo termine a 1,0520 (01/03/85) costituisce un buon obiettivo. Una resistenza di lungo termine è costituita da 1,5018 (24/06/2015) e indicherebbe un capovolgimento a lungo termine nel trend negativo. Tuttavia, al momento ciò appare molto improbabile.

USDJPY

L'USD/JPY segna un indebolimento e si scosta dalla resistenza oraria data a 118,66 (massimo 15/12/2016). Un supporto orario giace a 115,07 (minimo 05/01/2017). Un supporto più robusto giace a 114,74 (minimo 12/12/2016). Si prevedono ulteriori movimenti ribassisti. Siamo a favore di un’impostazione ribassista a lungo termine. Un supporto giace attualmente a 96,57 (minimo 10/08/2013). Appare assolutamente improbabile un graduale rialzo verso la forte resistenza a 135,15 (massimo 01/02/2002). Si prevede un’ulteriore flessione verso il supporto a 93,79 (minimo 13/06/2013).

USDCHF

L'USD/CHF opera in modalità defilata tra la resistenza oraria a 1,0344 (massimo 15/12/2016) e 1,0021 (minimo 08/12/2016). Il supporto chiave è dato alla parità. Si prevede un ulteriore consolidamento oltre 1,0200. Nel lungo periodo, la coppia scambia ancora nella fascia dal 2011, nonostante alcune turbolenze generate dalla rimozione dell’ancoraggio del CHF da parte della BNS. Il supporto chiave giace a 0,8986 (minimo 30/01/2015). Dalla rimozione dell’ancoraggio di gennaio 2015, la struttura tecnica favorisce tuttavia un’impostazione rialzista di lungo termine.

Resistance and Support

EURUSDGBPUSDUSDCHFUSDJPY
1.131.31211.1731125.86
1.09541.27751.0652121.69
1.08741.24321.0344118.66
1.06021.23851.0108115.96
1.03411.221.0021114.74
11.20830.9632112.88
0.96131.18410.9522111.36
 
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