Research Market strategy
by Swissquote Analysts

I mercati chiudono la settimana sulla difensiva, a rilento l’operatività sulla reflazione

17.02.2017 - 00:00

Forex News and Events

Pausa del rally della propensione al rischio in vista del fine-settimana (di Arnaud Masset)

 

Dopo il forte rally registrato nelle prime due settimane di febbraio, il dollaro USA è stato interessato da vendite consistenti, con gli investitori che hanno chiuso la settimana in ritirata. Gli scambi sulla reflazione alimentati dall’annuncio di Donald Trump su un piano fiscale “fenomenale” stanno perdendo slancio, perché cala la fiducia degli investitori sull’onda della mancanza di dettagli. Il presidente Trump, infatti, ha fatto marcia indietro su molte delle sue promesse elettorali e/o sui suoi primi annunci da presidente. Fra gli investitori crescono quindi le apprensioni, perché temono che non sarà all’altezza delle aspettative.

 

Dopo aver ceduto l’1% contro la moneta unica, il biglietto verde si è stabilizzato sopra 1,06 prima del fine-settimana. L’indice del dollaro ha guadagnato lo 0,20%, con la GBP e l’EUR in calo rispettivamente dello 0,24% e dello 0,27%. Solo lo yen giapponese è riuscito a resistere - guadagnando lo 0,28% - perché gli investitori cercano rifugi sicuri. Anche l’oro è salito, guadagnando lo 0,15%, a 1.240 USD.

 

Sul fronte azionario, venerdì le borse di tutto il mondo hanno fatto registrare bruschi cali. Il Nikkei ha ceduto lo 0,58% e il più ampio indice Topix lo 0,42%. In Europa, l’Euro Stoxx 600 ha perso lo 0,40%. Anche i future sui listini USA sono negativi. I rendimenti dei titoli del Tesoro stanno calando, perché gli investitori si sono precipitati sui bond. È improbabile che oggi questa dinamica cambi direzione, perché ci sono pochissimi appuntamenti economici in calendario e non sono previste conferenze stampa né sul fronte politico, né su quello monetario.

 

 

 

I forti dati USA sostengono il rally dell’azionario (di Peter Rosenstreich)

 

L’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia non ha compiuto la marcata correzione che molti analisti avevano previsto dopo i solidi dati di novembre. L’indice ha fatto invece segnare un nuovo massimo dallo scoppio della crisi finanziaria. L’indice sulla fiducia delle imprese è schizzato a 43,3 rispetto ai 18 previsti. La componente dell’indice riferita all’occupazione è risultata più debole di quanto ci si potesse aspettare sulla base del risultato complessivo, soprattutto l’occupazione manifatturiera a livello regionale. Il tono generale del mercato occupazionale rimane però solido. Il rapporto di oggi rafforza la nostra previsione di un miglioramento modesto della salute dell’economia USA. Continuiamo a prevedere due rialzi di 25 punti base a partire da giugno, anche se non escludiamo un rialzo proattivo a marzo (il mercato dei Fed Fund sconta una probabilità del 30%). Anche le forti aspettative di crescita sostengono un aumento dei corsi azionari USA, sebbene il rapporto prezzo/utili superi la media storica. I tassi d’interesse più bassi e la volatilità globale, oltre alle stime più elevate sugli utili per azione (EPS) e i dati fondamentali, suggeriscono che nuovi massimi sono giustificati. Affinché il rally continui, Trump deve però fare la riforma fiscale promessa. E questo punto ci preoccupa. Come abbiamo detto ieri, Trump non ci ha ancora convinti come statista di successo e sembra ancora solo uno spaccone, e ciò lascia presagire che metterà in discussione tutte le politiche (anche quelle per cui vi è un sostegno bipartisan). Le nostre aspettative su un rally sostenuto dell’USD sono basse e vediamo nell’acquisto di USD un’opportunità per ricaricare i corti in USD (soprattutto in valute selezionate dei mercati emergenti).

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EUR/CHF - Trading Around Strong Support Area.

Today's Key IssuesCountry / GMT
Feb 10 Money Supply Narrow Def, last 8.67tRUB/08:00
Jan CPI MoM, exp -0,70%, last 0,50%SEK/08:30
Jan CPI YoY, exp 1,50%, last 1,70%SEK/08:30
Jan CPI CPIF MoM, exp -0,70%, last 0,50%SEK/08:30
Jan CPI CPIF YoY, exp 1,70%, last 1,90%SEK/08:30
Jan CPI Level, exp 317,54, last 319,68SEK/08:30
Dec ECB Current Account SA, last 36.1b, rev 36.4bEUR/09:00
Dec Current Account NSA, last 40.5b, rev 40.8bEUR/09:00
Dec Current Account Balance, last 4640mEUR/09:06
Jan Retail Sales Ex Auto Fuel MoM, exp 0,70%, last -2,00%, rev -2,20%GBP/09:30
Jan Retail Sales Ex Auto Fuel YoY, exp 3,90%, last 4,90%, rev 4,70%GBP/09:30
Jan Retail Sales Inc Auto Fuel MoM, exp 1,00%, last -1,90%, rev -2,10%GBP/09:30
Jan Retail Sales Inc Auto Fuel YoY, exp 3,40%, last 4,30%, rev 4,10%GBP/09:30
Feb IGP-M Inflation 2nd Preview, exp 0,13%, last 0,76%BRL/10:00
Jan Current Account Balance, exp -$5350m, last -$5881mBRL/12:30
Jan Foreign Direct Investment, exp $9500m, last $15409mBRL/12:30
Dec Int'l Securities Transactions, last 7.24bCAD/13:30
Jan Leading Index, exp 0,50%, last 0,50%USD/15:00
Jan PPI MoM, exp 0,80%, last 0,60%RUB/23:00
Jan PPI YoY, exp 9,10%, last 7,40%, rev 7,40%RUB/23:00
Jan Tax Collections, exp 136850m, last 127607mBRL/23:00
SURVEY: Private Capital Expenditure 2017-18 A$84.8bAUD/23:00

The Risk Today

EURUSD

Le pressioni all'acquisto sull'EUR/USD da quando la coppia non è riuscita a tenere al di sotto del supporto orario precedente a 1,0581 (minimo 16/01/207). La resistenza oraria è data a 1,0679 (massimo 16/02/2017). Si prevede un ulteriore consolidamento. A lungo termine, la croce della morte di fine ottobre rivela un ulteriore orientamento ribassista. La coppia ha violato il supporto chiave a 1,0458 (minimo 16/03/2015). La resistenza chiave giace a 1,1714 (massimo 24/08/2015). Si prevede che viaggerà verso la parità.

GBPUSD

La coppia GBP/USD è negoziata ancora al di sotto della resistenza a 1,2771 (massimo 05/10/2016). La struttura tecnica lascia presagire che la coppia dovrebbe rimbalzare al ribasso verso il supporto a 1,2254 (minimo 19/01/2016). La struttura tecnica di lungo termine è ancor più negativa perché il voto sulla Brexit ha spianato la strada a un ulteriore declino. Il supporto di lungo termine a 1,0520 (01/03/85) costituisce un buon obiettivo. Una resistenza di lungo termine è costituita da 1,5018 (24/06/2015) e indicherebbe un capovolgimento a lungo termine nel trend negativo. Tuttavia, al momento ciò appare molto improbabile.

USDJPY

La domanda di USD/JPY si sbiadisce in seguito al rialzo dal supporto a 111,36 (minimo 28/11/2016). Tuttavia, le pressioni ribassiste sorgono attorno alla resistenza oraria a 115,62 (massimo 19/01/2016). La struttura tecnica lascia presagire un ulteriore indebolimento. Siamo a favore di un’impostazione ribassista a lungo termine. Un supporto giace attualmente a 96,57 (minimo 10/08/2013). Appare assolutamente improbabile un graduale rialzo verso la forte resistenza a 135,15 (massimo 01/02/2002). Si prevede un’ulteriore flessione verso il supporto a 93,79 (minimo 13/06/2013).

USDCHF

Il momentum rialzista dell'USD/CHF è in attesa in seguito alla violazione del canale ribassista. La resistenza oraria è data a una distanza di 1,0344 (massimo 15/12/2016). Tuttavia, riteniamo che la coppia possa nuovamente rafforzarsi al di sopra della parità. Nel lungo periodo, la coppia scambia ancora nella fascia dal 2011, nonostante alcune turbolenze generate dalla rimozione dell’ancoraggio del CHF da parte della BNS. Il supporto chiave giace a 0,8986 (minimo 30/01/2015). Dalla rimozione dell’ancoraggio di gennaio 2015, la struttura tecnica favorisce tuttavia un’impostazione rialzista di lungo termine.

Resistance and Support

EURUSDGBPUSDUSDCHFUSDJPY
1.131.34451.0652121.69
1.09541.31211.0344118.66
1.08741.27711.01115.62
1.06521.24240.9989112.84
1.03411.22540.9862111.36
11.19860.955106.04
0.96131.18410.9522101.2
 
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