Research Market strategy
by Swissquote Analysts

Crollo delle esportazioni svizzere, l’USD sale ancora

21.02.2017 - 00:00

Forex News and Events

Correzione al ribasso delle esportazioni svizzere (di Arnaud Masset)

 

Dopo l’impennata a livelli da record registrata a dicembre (+9,7% m/m), a gennaio le esportazioni svizzere si sono contratte in modo significativo, scivolando del 4% m/m in termini reali. Sebbene non sia una buona notizia per l’economia svizzera, noi riteniamo che si tratti di un adeguamento normale, soprattutto alla luce della forte crescita di dicembre. Analizzando il rapporto nei dettagli, si nota una forte disomogeneità fra i settori. L’industria farmaceutica e quella chimica hanno avuto un mese solido, le esportazioni sono salite ai massimi storici pari a 9 mld di CHF (+17% a/a). Fatta eccezione per l’industria farmaceutica, il quadro non è così roseo, le esportazioni sono calate del 5% m/m e l’industria orologiera ha fatto registrare uno dei mesi peggiori (-11% a/a).

 

A gennaio le importazioni sono calate ancora, del 5,3% m/m, dopo essere scivolate del -0,6% nel mese precedente. Nel complesso la bilancia commerciale ha raggiunto il massimo storico di 4,73 mld di CHF, livello più alto dal settembre 2016. Il miglioramento costante dell’attività commerciale svizzera è una spina nel fianco per la BNS, perché fa aumentare le riserve valutarie della banca. La media a 12 mesi della bilancia commerciale ha raggiunto i 3,22 mld di CHF a gennaio, rispetto ai 3,06 mld di un anno fa.

 

Per il momento il franco svizzero rimane attraente per gli investitori che si vogliono rifugiare dalle incertezze attuali, soprattutto in vista delle elezioni parlamentari e presidenziali nei paesi dell’UE. L’economia svizzera continuerà, però, a soffrire a causa della situazione e le prospettive non sono così rosee, se aumenteranno le incertezze politiche nell’Unione Europea. Nonostante il probabile intervento della BNS sul mercato forex della scorsa settimana, stamattina l’EUR/CHF ha toccato quota 1,0635, il che lascia intendere che l’effetto marginale dell’intervento stia scemando.

 

 

 

L’AUD soffre contro il dollaro in vista dei verbali della riunione della RBA (di Yann Quelenn)

 

Dai verbali della banca centrale australiana (Reserve Bank of Australia), alla fine è emerso solo un piccolo aggiornamento della dichiarazione di febbraio sulla politica monetaria.

 

Le discussioni si sono concentrate sulla contrazione inattesa dello 0,5% del PIL reale nel terzo trimestre del 2016. I banchieri ritengono che il calo sia dovuto a fattori passeggeri, come le cattive condizioni climatiche, che hanno avuto un forte impatto sul settore edilizio, e alla debolezza dell’offerta di carbone.

 

Ciò che continua a preoccupare i banchieri australiani sono le previsioni sui consumi. Il tasso dei risparmi non sta scendendo e la crescita delle retribuzioni rimane bassa. Emerge inoltre che permangono forti preoccupazioni sui dati riferiti all’occupazione. Le previsioni sul tasso di disoccupazione sono contrastanti. Si prevede, tuttavia, un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro che dovrebbero esercitare ulteriori pressioni al rialzo sull’inflazione.

 

Nei verbali non c’era quindi nulla di sorprendente e continuiamo a credere che il tasso OCR quest’anno non sarà ritoccato. I mercati finanziari scontano solo una probabilità del 25% di un rialzo del tasso prima della fine dell’anno. Di conseguenza, questa mattina i mercati hanno espresso un po’ di delusione, facendo abbassare l’AUD contro il biglietto verde. Il nostro obiettivo per le prossime settimane è 0,76.

 

 

 

In cerca d’indizi su un intervento a marzo (di Peter Rosenstreich)

 

Oggi gli operatori analizzeranno i verbali della riunione del FOMC d’inizio febbraio alla ricerca di eventuali segnali di un rialzo del tasso d’interesse a marzo. La scorsa settimana, durante la sua audizione al Congresso USA, la presidente della Fed Yellen ha detto chiaramente che a marzo potrebbe esserci un intervento. Gli investitori si aspettano un rialzo anticipato sulla scia dell’inatteso rialzo dei dati riferiti a crescita e inflazione. A gennaio l’IPC primario è salito dello 0,6%, ritmo più veloce da febbraio 2013, e il ritmo annuale ha accelerato al 2,5%. L’attenzione si concentra soprattutto sull’inflazione più forte del previsto, ma le componenti volatili (benzina, vendite di auto nuove e abbigliamento) suggeriscono che parte dell’impennata dei prezzi tornerà a normalizzarsi nei prossimi mesi. Sebbene il dato non giochi a favore di Yellen (e malgrado i commenti aggressivi dei falchi Lacker e Rosengren), secondo noi un rialzo è improbabile. In termini più generali, sospettiamo che la mancata crescita delle retribuzioni dovuta al basso tasso di partecipazione impedirà alla Fed di premere il grilletto. I membri della Fed vorranno inoltre tenersi pronti per adeguarsi alle imminenti politiche dirompenti in materia di fiscalità e scambi commerciali. Dai Fed Fund emerge una probabilità intorno al 20% di un rialzo a marzo e del 47% a giugno. Manteniamo la nostra previsione: 2 rialzi di 25 punti base nel 2017 (giugno e settembre) e altri due, sempre di 25 punti base, nel 2018. Questo ritmo graduale non entusiasmerà i tori dell’USD, dando alle banche centrali di altri paesi il tempo necessario per adattarsi a una politica monetaria meno accomodante, riducendo così il vantaggio dei rendimenti USA. I mercati si prepareranno anche a possibili indizi sul dibattito fra i banchieri della Fed sulla tempistica della riduzione del gigantesco attivo di bilancio della Fed, pari a 3 mila miliardi di USD. L’USD dovrebbe rafforzarsi in vista del rapporto, ma poi scendere se le nostre previsioni saranno confermate.

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EUR/CHF - Continued Weakness Around Support Area.

Today's Key IssuesCountry / GMT
Feb P Markit France Manufacturing PMI, exp 53,5, last 53,6EUR/08:00
Feb P Markit France Services PMI, exp 53,9, last 54,1EUR/08:00
Feb P Markit France Composite PMI, exp 53,8, last 54,1EUR/08:00
Jan Money Supply M3 YoY, last 3,00%CHF/08:00
Feb P Markit/BME Germany Manufacturing PMI, exp 56, last 56,4EUR/08:30
Feb P Markit Germany Services PMI, exp 53,6, last 53,4EUR/08:30
Feb P Markit/BME Germany Composite PMI, exp 54,8, last 54,8EUR/08:30
Feb P Markit Eurozone Manufacturing PMI, exp 55, last 55,2EUR/09:00
Feb P Markit Eurozone Services PMI, exp 53,7, last 53,7EUR/09:00
Feb P Markit Eurozone Composite PMI, exp 54,3, last 54,4EUR/09:00
Jan Public Finances (PSNCR), last 36.3bGBP/09:30
Jan Central Government NCR, last 19.3bGBP/09:30
Jan Public Sector Net Borrowing, exp -14.4b, last 6.4b, rev 4.2bGBP/09:30
Jan PSNB ex Banking Groups, exp -14.0b, last 6.9b, rev 4.7bGBP/09:30
BOE Governor Mark Carney Speaks in U.K. ParliamentGBP/10:00
BOE Chief Economist Andy Haldane Publishes Annual MPC ReportGBP/10:00
Fed's Kashkari Speaks on Economy in Golden Valley, MNUSD/13:50
Feb P Markit US Manufacturing PMI, exp 55,3, last 55USD/14:45
Feb P Markit US Services PMI, exp 55,8, last 55,6USD/14:45
Feb P Markit US Composite PMI, last 55,8USD/14:45
Bank of England Bond Buying OperationGBP/14:50
Feb 17 Bloomberg Nanos Confidence, last 57,3CAD/15:00
Fed's Harker to Speak on Economic OutlookUSD/17:00
Fed's Williams Speaks to Students in Boise, IdahoUSD/20:30
RBA's Lowe Speech in SydneyAUD/21:30
Jan Unemployment Rate, exp 5,40%, last 5,30%RUB/23:00
Jan Real Disposable Income, exp -2,90%, last -6,10%RUB/23:00
Jan Real Wages YoY, exp 2,00%, last 2,40%RUB/23:00
Jan Retail Sales Real MoM, exp -27,00%, last 18,30%RUB/23:00
Jan Retail Sales Real YoY, exp -5,10%, last -5,90%RUB/23:00
Jan Formal Job Creation Total, exp -45324, last -462366BRL/23:00
Jan Tax Collections, exp 137340m, last 127607mBRL/23:00
SURVEY: Private Capital Expenditure 2017-18 A$84.8bAUD/23:00

The Risk Today

EURUSD

L'EUR/USD torna al di sotto di 1,0600. La resistenza chiave si attesta a 1,0679 (massimo 16/02/2017), mentre il supporto orario è dato a 1,0521 (minimo 15/02/2017). La struttura tecnica suggerisce che l'attuale movimento sottostante è in consolidamento ribassista. A lungo termine, la croce della morte di fine ottobre rivela un ulteriore orientamento ribassista. La coppia ha violato il supporto chiave a 1,0458 (minimo 16/03/2015). La resistenza chiave giace a 1,1714 (massimo 24/08/2015). Si prevede che viaggerà verso la parità.

GBPUSD

La coppia GBP/USD giace all'interno del triangolo simmetrico al di sotto della resistenza a 1,2771 (massimo 05/10/2016). La struttura tecnica lascia presagire che la coppia dovrebbe violare il supporto a 1,2254 (minimo 19/01/2016). La struttura tecnica di lungo termine è ancor più negativa perché il voto sulla Brexit ha spianato la strada a un ulteriore declino. Il supporto di lungo termine a 1,0520 (01/03/85) costituisce un buon obiettivo. Una resistenza di lungo termine è costituita da 1,5018 (24/06/2015) e indicherebbe un capovolgimento a lungo termine nel trend negativo. Tuttavia, al momento ciò appare molto improbabile.

USDJPY

La domanda di USD/JPY si sbiadisce in seguito al rialzo dal supporto a 111,36 (minimo 28/11/2016). Tuttavia, le pressioni ribassiste sorgono attorno alla resistenza oraria a 115,62 (massimo 19/01/2016). La struttura tecnica lascia presagire un ulteriore indebolimento. Siamo a favore di un’impostazione ribassista a lungo termine. Un supporto giace attualmente a 96,57 (minimo 10/08/2013). Appare assolutamente improbabile un graduale rialzo verso la forte resistenza a 135,15 (massimo 01/02/2002). Si prevede un’ulteriore flessione verso il supporto a 93,79 (minimo 13/06/2013).

USDCHF

Il momentum rialzista a breve termine dell'USD/CHF è di ritorno. La coppia giace all'interno di un canale ascendente. La resistenza oraria è implicata dal rimbalzo superiore del canale ascendente. La resistenza oraria è data a una distanza di 1,0344 (massimo 15/12/2016). Riteniamo che la coppia possa nuovamente rafforzarsi al di sopra della parità. Nel lungo periodo, la coppia scambia ancora nella fascia dal 2011, nonostante alcune turbolenze generate dalla rimozione dell’ancoraggio del CHF da parte della BNS. Il supporto chiave giace a 0,8986 (minimo 30/01/2015). Dalla rimozione dell’ancoraggio di gennaio 2015, la struttura tecnica favorisce tuttavia un’impostazione rialzista di lungo termine.

Resistance and Support

EURUSDGBPUSDUSDCHFUSDJPY
1.131.34451.0652121.69
1.09541.31211.0344118.66
1.08741.27711.0119115.62
1.06251.24711.0028113.15
1.04541.22540.9862111.36
1.03411.19860.955106.04
11.18410.9522101.2
 
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